Cura

Droghe criminalità e tossicodipendenze

droghe e tossicodipendenze

Abstract.

A richiedere riforme delle politiche di intervento che limitino l’approccio penale a favore di quello sociale e a richiedere una nuova definizione e considerazione delle figure dei consumatori di droghe sono anche dirigenti e organizzazioni appartenenti alle Forze dell’Ordine, perché la complessità del problema riguarda anche e soprattutto l’aspetto sanitario e sociale, oltre a quello penale e criminale.

Cosa fare per affrontare l’emergenza droga-tossicodipendenza nella nostra città?

DROGHE CRIMINALITA’ E TOSSICODIPENDENZE

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A richiedere riforme delle politiche di intervento che limitino l’approccio penale e favoriscano l’integrazione sociale e a richiedere una nuova definizione e considerazione delle figure dei consumatori di droghe non sono solo individui privati e operatori pubblici, sanitari e assistenziali, ma anche dirigenti e organizzazioni appartenenti alle Forze dell’Ordine.

Ogni volta che la Polizia porta a termine un’indagine investigativa, ne rende noti i risultati tramite conferenze stampa nelle quali vengono fornite informazioni oltre che sulla metodologia, il tempo e le risorse impiegate, anche sulla quantità di sequestri di droga e di denaro, denunce, arresti e procedure di incriminazione, ma per quanto impressionante possa di volta in volta apparire la complessità e il risultato delle indagini, questo non comporta nessuna differenza in termini di diminuzione dello spaccio e calo del consumo di droga.

Più arresti di spacciatori si fanno e sempre di più se ne dovrebbero fare, con il risultato che gli effetti del problema, la violenza e il rischio legati allo spaccio e al consumo di droga nella società non vengono ridotti o eliminati, ma aumentati.

Quando avviene l’arresto un grande spacciatore, il blocco di una rete criminale e il sequestro di una quantità di droga, ciò che provoca è di istigare una guerra tra bande di spacciatori per porne una ancora più grande, violenta e organizzata al suo posto e sopperire alla richiesta del mercato con una quantità di droga ancora maggiore.

Quando c’è un consumo di base di milioni e milioni di euro in droghe, cioè fintanto che ci sarà una base di utenti disposta a spendere milioni e milioni di euro in sostanze stupefacenti, avremo criminalità e tossicodipendenze che continueranno a non essere risolvibili.

La lotta e la guerra contro la droga condotta dalla polizia non migliora, ma, anzi, tende a peggiorare la situazione perché l’approccio al problema riguarda anche e soprattutto l’aspetto sanitario e sociale, oltre a quello penale e criminale.

In merito alle notizie diffuse il giorno 26 febbraio 2021 a mezzo stampa e on-line riguardanti i risultati di distinte operazioni di contrasto al traffico di stupefacenti condotte dalle forze di polizia locali, (vedasi ad es. Estense.com Colti in flagranza e arrestati due spacciatori), il Questore di Ferrara, Cesare Capocasa ha rilasciato questi commenti: “Nel pianeta droga esiste una sorta di nocciolo dal quale non si può prescindere, è un mercato in cui c’è un’offerta e una domanda e il tema appunto della domanda non può non interrogare ognuno di noi. Bisogna recuperare una dimensione di comunità, all’interno della quale le istituzioni riacquistino una valenza di punto di riferimento.

Negli ultimi tempi abbiamo assistito a una delegittimazione delle istituzioni, ma mai come in questo tempo queste devono sentirsi caricate di questa responsabilità anche in termini di esempio. La droga molto spesso è una falsa risposta a domande a cui non c’è stata risposta da parte di chi doveva darla e il frutto di una crisi complessiva della famiglia, della scuola e delle aggregazioni che ognuno di noi ha conosciuto nella propria giovinezza.

La droga oggi in buona parte è destinata anche a ragazzi molto giovani, che con appena cinque euro possono acquistare una dose di ogni tipo di sostanza stupefacente. Non basta l’azione repressiva delle forze di Polizia ad arginare il fenomeno, ma occorre un deciso cambiamento culturale che coinvolga tutte le agenzie educative”.

I dati sul consumo di droghe da parte dei giovani a Ferrara – dice il Ser.T. nella sua ultima rilevazione – sono in crescita costante. Sono aumentati i giovani presi in carico dal Servizio Tossicodipendenze ed è diminuita la loro età media, coinvolgendo un numero sempre maggiore di minorenni dai 13-14 anni di età.

Contrastare lo spaccio è importante, ma non può assorbire, come purtroppo accade, il 90% del dibattuto pubblico. Non serve a nulla fare degli “spaccini nigeriani” il capro espiatorio, il male assoluto che minaccia la nostra società e tantomeno si rivela risolutivo recintare i giardini, mettere una pattuglia di polizia in ogni parco o moltiplicare le ronde dell’esercito militare impegnate nell’operazione Strade Pulite nella zona stazione ferroviaria e nel quartiere GAD.

Stiamo parlando di qualcosa per cui ognuno di noi è chiamato ad assumersi la propria parte di responsabilità e ci sarebbe da aspettarsi che la pubblica amministrazione prenda consapevolezza dell’esistenza di un tale problema oltre che pretendere che si faccia urgentemente qualcosa, non di sinistra o di destra, ma di utile e sensato in termini di salute pubblica.

La prevenzione e la lotta contro le dipendenze da droghe è una realtà, a Ferrara, che ha sempre meno risorse economiche ed è sempre più costretta ad operare in condizioni di crescente emergenza e, nelle sue varie forme, non riguarda drammaticamente soltanto i giovanissimi e i giovani, essendo innegabile un diffuso abituale consumo di droghe anche da parte degli adulti di qualsiasi ceto o categoria sociale.

L’invito è rinnovato: ribadisco l’appello per raggiungere altre persone che intendano unirsi per analizzare e proporre risposte civiche alla domanda: Cosa fare per affrontare l’emergenza droga-tossicodipendenza nella nostra città?

a cura di Franco Ferioli (Gruppo Cura CORPI)