Cultura

Museo Antonioni: Prosperi Sacrati come sede ideale

museo antonioni
Ho scritto questo appello al ministro Dario Franceschini, che può sbloccare la situazione, a Ferrara Arte che gestisce il fondo Antonioni e all’amministrazione comunale che lo pagò 1 miliardo di lire nel 1998 per poi non utilizzarlo.

Basta annunci, basta rinvii.

Serve un progetto serio e dettagliato di come sarà il museo e di quando verrà ultimata ciascuna fase di realizzazione.

Il Museo Internazionale Michelangelo Antonioni (MIMA) non è più rinviabile e va fatto a Palazzo Prosperi Sacrati, luogo antonioniano per eccellenza.

Qui cerco di spiegare perché:

Il palazzo chiuso e in disuso da anni sarà presto restaurato. Ecco perché potrebbe essere lo spazio giusto per ospitare il fondo del cineasta ferrarese.

Chiedo alle autorità competenti che Palazzo Prosperi-Sacrati venga individuato, una volta per tutte, come sede ufficiale del Museo Antonioni e che venga al più presto costituita una commissione di esperti internazionali che lavori da subito al futuro Museo, per arrivare a un progetto dettagliato che indichi:

1) come sarà il Museo;
2) i tempi di ciascuna fase di realizzazione;
3) una data certa di riapertura, che consideri la necessità di lavorarci a lungo e seriamente, evitando il rischio di un museo improvvisato che sarebbe l’ennesima occasione sprecata.

Prosperi-Sacrati è la sede ideale per il Museo Antonioni perché racchiude in sé tutti i vantaggi delle sedi finora ipotizzate (Pac e Marfisa), senza averne gli svantaggi:

1) è un luogo fortemente legato ad Antonioni, che lì ha girato il suo primo lungometraggio, Cronaca di un amore e il suo ultimo, Al di là delle nuvole;
2) è coerente con l’organizzazione museale di Ferrara perché si trova nella zona della città dedicata ai musei d’Arte moderna e contemporanea (Gamc e Diamanti);
3) è un luogo amato dai ferraresi, come dimostra il suo successo ogni volta che è stato riaperto;
4) si apre ai discorsi sul legame tra Antonioni e Bassani, essendo di fianco alla sede attuale del Liceo Ariosto, frequentato da entrambi, e affacciandosi sulla via simbolo del Giardino dei Finzi Contini;
5) permette di valorizzare il Quadrivio rossettiano, destinando Prosperi-Sacrati a un uso degno dell’importanza del palazzo.

a cura di Michele Ronchi Stefanati (Gruppo Cultura CORPI).